Erica Torre
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Erica Torre

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INTERVISTATO
Erica
Torre
RUOLO
Marketing Communication Manager
AZIENDA
HDI Global.
Intervista

Empatia nel lavoro e nel rapporto brand–persone

Ritengo che l’empatia non sia solo una soft skill, ma una vera leva strategica per le aziende in genere.
Nel lavoro quotidiano è molto importante saper ascoltare prima di rispondere, comprendere che cosa gli altri ci vogliano comunicare, prestando davvero attenzione, e costruire relazioni basate sulla fiducia; questo è realmente ciò che fa la differenza in un’azienda, in periodo storico decisamente disruptive.

Per un brand, questo si traduce nella capacità di parlare alle persone, non ai target.In un contesto come il mio, quello assicurativo, dove la relazione nasce spesso dai momenti di criticità, l’empatia fa la differenza tra un servizio e un’esperienza, riesce ad andare oltre.

Quando un’azienda riesce a “mettersi nei panni” dei propri interlocutori, crea valore duraturo, quel valore diventa reputazione, fidelizzazione e progresso condiviso, internamente ed esternamente.

Trasformare la comunicazione in emozione

La comunicazione diventa efficace quando smette di essere solo informazione e diventa frutto di esperienza ed ascolto. Non si tratta di aggiungere emozione: ogni messaggio dovrebbe nascere da una verità autentica che deve poter essere percepita dal tuo pubblico, interno ed esterno all’organizzazione.

Il nostro compito è tradurre complessità in chiarezza, ma anche in coinvolgimento… e questo spesso non è semplice!. Non è affatto banale comunicare con rilevanza ed ingaggio per chi ascolta,  creare connessione e lasciare uno spazio di riflessione. Oggi più che mai, le persone cercano significato, non solo contenuti. Per questo una comunicazione adeguata non impone, ma invita. Non convince, ma ispira.

Invenzione, pensiero laterale e ostinazione

L’innovazione spesso nasce da uno sguardo diverso sulle cose, prima ancora che da una tecnologia.
Il pensiero laterale aiuta a uscire dai modelli consolidati e statici, duri da scardinare, vedendo opportunità dove altri vedono vincoli.

Ma da solo non basta: serve anche una certa ostinazione, la capacità di credere in un’idea anche quando non è immediatamente riconosciuta, coltivandola con caparbietà. Le intuizioni più interessanti emergono proprio dall’incontro tra apertura mentale e determinazione.

Ritengo che, nel contesto odierno, inventare significhi soprattutto avere il coraggio di interpretare il cambiamento, non solo seguirlo, con coraggio e voglia di rischiare; questo è ciò che rende un’idea davvero distintiva!

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