Empatia, emozione e innovazione.
Partiamo dall’empatia. Una parola ricca di significati, ma soprattutto di implica-zioni reali. Una parola positiva, ma an-che pesante, che ci impone degli oneri.
Empatia, l’attenzione e comprensione dell’altro, dei suoi pensieri, è una parola che cambia le nostre azioni. Parlando di comunicazione, sento che dovremmo fare di più per mettere i panni dell’altro, delle persone a cui parliamo. Per eserci-tare empatia e arrivare a una comunica-zione empatica, dovremmo osservare i target non letteralmente come un bersa-glio, ma come un mondo da attrarre, da rispettare, con cui entrare in risonanza positiva.
Parliamo spesso di insight, cioè della capacità di intercettare i pensieri pro-fondi delle persone. Quando riusciamo a connetterci con un vero insight tutto funziona meglio, perché si crea un ponte di dialogo e di incontro. Ecco, senza empatia questo non può accadere. Quindi possiamo dire che è proprio l’empatia a essere una chiave per la se-conda parola, l’emozione.
Bello fermarsi a pensare a una parola come questa. L’emozione è una reazio-ne a qualcosa che capita. Accelera il battito del cuore, sentiamo qualcosa che può essere gioia, sorpresa, ma anche paura, rabbia. Le emozioni ci fanno pen-sare, ci fanno agire e ci fanno reagire.
Ma l’emozione non si comanda, si con-quista, si genera.
Se guardo al lavoro recente, sento una reazione profonda per quello che ab-biamo realizzato per Airalzh, l’associazione che si occupa della ricer-ca sull’Alzheimer. Parla alla nostra uma-nità più profonda, tocca corde di verità che vanno oltre i temi della malattia.
Da comunicatori dobbiamo pensare di più all’emozione, a come la bellezza emoziona, come il talento, la sorpresa, la frase giusta. Dobbiamo imparare a chiederci una volta di più se quello che stiamo facendo ha la forza di emoziona-re qualcuno. Di generare una reazione. Ecco, l’emozione alla fine forse è sem-plicemente questo.
Innovazione: è un’altra parola impegna-tiva, oggi super attuale. Una parola che a prima vista può apparire più fredda, an-che se penso che l’innovazione ‘muove’ qualcosa nella vita concreta delle per-sone.
Al di là di innovazioni epocali, penso all’innovazione apparentemente picco-la, che nasce dal nostro marketing di tut-ti i giorni. Ne cito due dal mio percorso professionale, proprio per quell’apparente semplicità che le ha re-se dirompenti.
Patasnella, che ho avuto l’onore di lan-ciare in pubblicità, una patata fritta che non si frigge, ma si prepara nel forno.
Italpizza 26×38, una pizza da sfornare a casa, rettangolare, come la teglia di un forno domestico.
Ecco, la semplicità secondo me è l’ingrediente più rivoluzionario dell’innovazione.
Consideravo in questi giorni, che in troppi testi scegliamo le stesse parole, a proposito di innovazione. A noi comuni-catori compete l’innovazione anche di linguaggio.
‘Dimmi qualcosa che non so già!
Voglio chiudere con questa citazione dal grande cinema per mettere insieme le tre parole di oggi, perché in fondo empa-tia, emozione e innovazione credo stia-no davvero tutte dentro questa idea.
Expansion è un’agenzia di comunica-zione a servizio completo, nata 35 anni fa nella Repubblica di San Marino. Negli anni abbiamo accompagnato il succes-so di numerosi brand nazionali, valoriz-zandone intuizioni e potenzialità e co-struendo rapporti di collaborazione lon-gevi e di valore.
Ci piace definirci outsider, forse perché sappiamo che solo continuando a pen-sare fuori dagli schemi potremo restare sorprendenti.