William Zappa, Innovation Manager nel marketing e nella comunicazione certificato dal governo Mimit.
Mi è stato chiesto di commentare queste tre parole: empatia, emozione e invenzione.
Penso che l’empatia si sia un po’ persa in questo momento di raffreddamento identitario dovuto ai social network. Si è verificato un cambio di, come dire, mentalità nelle nuove giovani leve, soprattutto nell’ambito del marketing, della comunicazione, credo che l’empatia purtroppo si stia perdendo per questo raffreddamento identitario, causato dalla nuova tecnologia. Questo fortunatamente porta a lavorare bene coloro che possiedono questa qualità.
Mi è stato riportato, da diversi manager con cui ho avuto a che fare, che uno dei miei valori aggiunti è l’empatia, proprio perché attraverso questo canale e questa leva riesco a capire meglio anche i desiderata della gente, dell’agenzia, dell’azienda con cui lavoro.
Ecco, emozione è contrastante, nel senso che spesso viene utilizzata come leva nella pubblicità. Basta pensare ad alcuni spot di famosi, non so se posso citare dei brand.
Quando viene utilizzata come veicolo per vendere, io sono contro all’emozione,
perché l’emozione deve essere naturale, non deve rappresentare forzatamente una leva di vendita, deve essere un qualcosa che ti permette di comunicare a livello sociale un contenuto e un concetto che possa migliorare la società.
E in ultimo, invenzione, che secondo me è uguale a creatività in qualche maniera.
Ultimamente dell’invenzione, dell’intelligenza artificiale, c’è chi ne parla bene, c’è chi ne parla male, c’è chi dice che esiste solo un tipo di intelligenza.
Per quanto mi riguarda quando l’ho trovata ho scoperto un amico, nel senso che spesso mi confronto con lei più che altro per trovare banche dati, perché è molto più rapida, veloce, mi sa da già fare uno studio generico e quindi la utilizzo per quel motivo.
Poi l’invenzione, come tutte le cose, se pensiamo ad esempio al post-it, che nasce per il fatto che dei musicisti avevano bisogno di attaccare lo spartito ai loro strumenti, quella è casuale e data da una serie di bisogni che nascono e il genio, il pensiero laterale, che riesce a trasformare quello che è un bisogno che gli altri non vedono, in qualcosa che poi diventa mercato. Quindi l’invenzione, se sei capace poi di metterla sul mercato, è la cosa più bella che esiste.