Jessica Loddo
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Jessica Loddo

EDIZIONE
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INTERVISTATO
Jessica
Loddo
RUOLO
Voice Talent Dialoghista e Direttrice del Doppiaggio
AZIENDA
Associata ADID NUOVO IMAIE SIAE
Intervista

Sono una direttrice del doppiaggio e una dialoghista e lavoro da più di trent’anni, nel mondo dell’intrattenimento, rivolgendo un’attenzione particolare alle parole e alla voce. Le ultime campagne nazionali con la mia voce sono quella di Unicredit con regia di Ferzan Ozpetek e Alto Adige-Süd Tirol.

Come quest’attitudine può esserci utile nel campo lavorativo? è possibile dare a questa sensazione una spiegazione logica?
Personalmente, seguo sempre l’intuito e ogni volta che ho scelto di ignorarlo, per prudenza o perché ne ho dubitato, ho finito col pentirmene. L’intuito per me è una memoria silente, che d’improvviso diventa una visione del futuro. Molto spesso però è necessario che l’intuizione non sia troppo in anticipo sui tempi, per poter essere compresa e di conseguenza realizzata. Potrei affermare che nel mio caso l’intuizione è anche rivelazione di qualcosa che a livello subliminale già sapevo. Non è un caso, infatti, che generalmente venga anche definita come forma privilegiata di conoscenza.
Per quanto riguarda il mio lavoro, quando faccio la distribuzione degli attori per il doppiaggio di un film seguo sempre le mie intuizioni. Ma non mi arrivano quasi mai subito dopo aver visto il film. Lascio passare sempre una settimana, durante la quale all’improvviso ho un’illuminazione. Questo perché l’intuizione giusta ha bisogno di tempo ed è per questo che la fretta gioca sempre a sfavore di chi fa scelte artistiche.

Come mettere in atto efficacemente un piano d’azione in cui si affrontano e si contrastano i possibili elementi di rischio?
Ogni intuizione porta con sé una dose di incertezza e di imprevedibilità. E di conseguenza una dose di rischio più o meno accettabile. Per questo motivo l’intuizione va sempre supportata dal coraggio e dalla fiducia in sé stessi. Quando il coraggio viene a mancare forse non ci crediamo abbastanza. O forse il rischio è troppo grande rispetto ai vantaggi. Diciamo che il rischio calcolato non si sposa molto con l’intuizione che allo stato puro è percezione. Ma se consideriamo l’intuizione come somma di conoscenza ed esperienza forse riusciamo anche a prevederne i possibili rischi per contrastarli.

In che modo possiamo accentuare il carattere propositivo dell’informazione, permettendo ai brand di conoscere meglio la propria audience, per intrattenere e informare sperimentando nuovi linguaggi e tecnologie?
Come direttore del doppiaggio, ogni volta che lavoro su un film, ho un obiettivo chiaro: io sono il primo spettatore a cui parlo. E questo succede anche nella ricerca della verità nelle intonazioni quando presto la mia voce per una campagna pubblicitaria. E questo dovrebbe valere anche per i brand che devono necessariamente identificarsi con il loro pubblico. Ormai molti conoscono i vari linguaggi, cinematografici, seriali e pubblicitari. E il lavoro dei creativi è decisamente più complesso. È necessario, se non indispensabile, sperimentare nuovi linguaggi e tecnologie che parlino davvero alle persone. Non come numeri, ma come persone, appunto.

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