Alessandro Ubertis
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Alessandro Ubertis

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INTERVISTATO
Alessandro
Ubertis
RUOLO
Brand Consultant
AZIENDA
Carmi e Ubertis Milano
Intervista

Intuizione, rischio, ascolto

L’intuito spesso è considerato come la capacità di prendere decisioni corrette in mancanza di informazioni sufficienti, facendo leva, consciamente o inconsciamente, sulle nostre esperienze precedenti. L’intuito attualmente è una delle qualità più richieste nella vita di tutti giorni. Il rielaborare informazioni inconsce ci permette di prendere decisioni migliori.

L’intuizione, quindi, è la capacità di percepire possibilità, significati e connessioni non immediatamente evidenti, guardando oltre, concentrando l’attenzione su idee, concetti e potenzialità future.

Come quest’attitudine può esserci utile nel campo lavorativo? è possibile dare a questa sensazione una spiegazione logica?

L’intuizione in sé non la considero un dono come il talento, l’intelligenza, l’empatia e la buona salute. Bisogna difendersi dall’intuito, bisogna educarlo, non fidarsi di lui è fondamentale per non fare valutazioni monche del buon senso e basate solo sull’entusiasmo e sul desiderio. L’intuito è rischio ma, se confortato da ricerca, esperienza, conoscenza, approfondimento cultura sensibilità e buonsenso allora è fonte di ispirazione su cui costruire valore.

Il nostro intuito ci può aprire delle strade tanto interessanti quanto rischiose. D’altra parte, quando il rischio ha effetto positivo, allora diventa opportunità. Nella gestione dei nostri progetti spesso il rischio è un aspetto fondamentale ed inevitabile e si può trovare il coraggio di affrontarlo.

La parola stessa progetto, che utilizziamo in Comunicazione è un termine associato alla proiezione verso il futuro delle nostre idee. Come mettere in atto efficacemente un piano d’azione in cui si affrontano e si contrastano i possibili elementi di rischio?

L’intuito bisogna educarlo a soggiacere al metodo analitico, alla capacità di ascolto, diffidando della semplice visione strategica e della furba tattica. Il project management aiuta.

La facilità trova sempre modi creativi per farti pentire di averle dato troppo credito.

Parlare di ascolto significa parlare di comunicazione. Dall’ascolto del brief all’ascolto dei colleghi, per individuare i trends e avvicinarsi all’innovazione. Oggi i brand stanno imparando ad ascoltare le persone, per condividere valori creati sui nostri desiderata, realizzando quanto sia importante il nostro consenso. Naturalmente l’innovazione ha molto aiutato questo processo, con l’analisi dei social media, e in generale dei comportamenti in rete, confermando le modalità e le motivazioni per cui si è attratti da un prodotto o interessati ad una marca.

In che modo possiamo accentuare il carattere propositivo dell’informazione, permettendo ai brand di conoscere meglio la propria audience, per intrattenere e informare sperimentando nuovi linguaggi e tecnologie?

L’informazione non è comprensione e neppure cultura. L’informazione è seme su cui fondare ricerca e analisi, confortati da sensibilità, attenzione e ascolto. L’informazione porta all’opinione. La conoscenza e l’approfondimento crea cultura e valore. L’informazione è fredda, laica, cattura attenzione ma si ferma lì, vellica la curiosità provoca, se confortata dall’autorevolezza avvia un possibile percorso di approfondimento, è miccia non fuoco.  La comunicazione è calda, generosa, capace di ascoltare prima di proporre, dà e spesso riceve ( se è capace di analizzare i risultati del suo agire).

 

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