Davide Grassi
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Davide Grassi

EDIZIONE
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INTERVISTATO
Davide
Grassi
RUOLO
Giornalista, addetto stampa, scrittore
AZIENDA
www.davideg.it
Intervista

Intuizione, rischio, ascolto

 

“Fare con gol” con l’intuizione

Quando si comunica, l’intuizione è fondamentale per cogliere nel segno. È un po’ come, passatemi la metafora calcistica, il “senso del gol” che hanno solo gli attaccanti di razza, capaci di farsi sempre trovare al posto giusto nel momento giusto. È difficile da insegnare, forse impossibile. È più qualcosa di istintivo, che però fa la differenza.

Nella mia attività come giornalista l’ho sempre identificata con il “fiuto per la notizia”. Tanti anni fa, un mio vecchio maestro di giornalismo mi spiegò che “un cane che morde un uomo non è una notizia, mentre lo è l’inverso”. Capire quando questo avviene, al di fuori della metafora, fa parte dell’intuito.

Lo stesso vale quando, passati dall’altra parte della barricata, ci si cimenta nell’attività di Ufficio Stampa. Mi è capitato più volte di dovermi confrontare con chi voleva comunicare un messaggio puramente pubblicitario, che sarebbe finito nel cestino del caporedattore di turno. Scovare, invece, una potenziale notizia all’interno di un’azienda è il vero lavoro di un addetto stampa che si rispetti. E per farlo l’intuito è un requisito indispensabile.

 

Rischio sì, ma calcolato

Secondo lo scrittore Josè Saramago “arriva sempre un momento in cui non c’è altro da fare che rischiare”. Vero. Il segreto sta però nel saper anticipare quel momento, in modo che il rischio non diventi una scelta obbligata, ma calcolata.

Come? Pianificare, prevedere piani alternativi, pensare prima come affrontare potenziali ostacoli. Ma per quanto uno sia bravo a farlo, la componente di rischio non può comunque mai essere eliminata del tutto, al limite ridotta. Poi bisogna abbandonarsi all’idea del rischio in sé, che con la sua componente adrenalinica può comunque creare le premesse migliori per colpi di genio e creatività. Che poi sono ingredienti fondamentali della comunicazione di qualità.

 

Ascoltare per allontanare l’ego

La capacità di ascoltare è una delle qualità più rare, importanti e sottovalutate che ci siano. Lo è nei rapporti personali, come in quelli professionali. Provate a pensare: quante persone vi ascoltano davvero con empatia e quante, invece, sono capaci solo di parlare di sé stesse?

In particolare, prima di comunicare qualunque cosa bisognerebbe sempre essere certi di aver ascoltato in modo appropriato. Qualche esempio? Prima di scrivere un articolo occorre accertarsi di aver ascoltato con attenzione tutti coloro che potrebbe avere qualcosa di interessante da dire su un determinato argomento. Prima di scrivere un comunicato stampa è necessario sentire tutte le persone che in un’azienda potrebbero avere una notizia nascosta da valorizzare. Prima di gettarsi nella stesura di un libro è indispensabile avere ascoltato chi ha una storia interessante da raccontare e degna di essere pubblicata. Ed evitare invece – come fanno molti – di ascoltare solo sé stessi in modo autoreferenziale per alimentare il proprio ego, di cui non interessa niente a nessuno.

Ascoltare è quindi una forma di attenzione, ma anche la premessa indispensabile per comunicare con efficacia qualcosa che altri, a loro volta, saranno davvero interessati ad ascoltare. Solo così si può creare un circolo virtuoso di comunicazione.

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