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Edoardo di Pietro

EDIZIONE
tema
INTERVISTATO
Edoardo
di Pietro
RUOLO
Innovation Strategist
AZIENDA
KIIAI - Gruppo Migma
Intervista

L’adozione della tecnologia sta crescendo globalmente, diffondendosi in vari settori e migliorando l’efficienza operativa delle organizzazioni. Queste ultime sfruttano l’intelligenza artificiale, ad esempio, per ottimizzare i servizi e creare esperienze personalizzate, rendendola sempre più presente nella vita quotidiana attraverso sistemi di raccomandazione (vedi Amazon o Netflix) o i modelli di previsione meteorologica.

Ma c’è di più: il confine tra reale/tangibile e digitale/intangibile si sta sempre più assottigliando, con una tendenza verso la digitalizzazione e la dematerializzazione.

Fenomeni come il Web 3.0 che include il Metaverso, di cui siamo stati protagonisti con il primo laureato all’interno di questi mondi virtuali, la blockchain o gli NFT, stanno contribuendo a rendere questo processo sempre più vicino.

Ma adesso una domanda sorge spontanea: come affrontare l’onda travolgente dell’innovazione?

In questo scenario, a mio avviso, non conviene affidarsi alle big tech per proteggerci dall’impatto della tecnologia, ma bisogna cercare di elevare la nostra consapevolezza individuale e collettiva. Il metaverso e l’intelligenza artificiale, con tutte le loro implicazioni, richiedono un approccio informato e proattivo.

Per arrivare a questo risultato, non c’è una vera e propria soluzione, ma vorrei dare una prospettiva per avvicinarsi a un certo grado di equilibrio con una metafora.

Immaginiamo la tecnologia come un’imponente onda in mare. La vista di questa, enorme e minacciosa, può scatenare un turbine di emozioni. Le prime tre potenziali reazioni istintive potrebbero essere:

  1. Fuggire o resistere, ma ciò sarebbe vano e controproducente.
  2. Cavalcare l’onda, sfruttandone l’energia a nostro vantaggio. Ma serve un corpo allenato.
  3. Trovare un luogo sicuro per studiare e osservare l’onda. Non è necessario avventurarsi in mare quando le acque sono agitate!

L’idea è di provare a comprendere l’AI, per poi accoglierla, comprenderla e integrarla attivamente nella nostra vita e lavoro.

E se fossimo noi a rubare il lavoro all’AI? Un approccio propositivo vede noi umani “rubare” il lavoro all’AI, imparando a dominare questa tecnologia e mantenendo la componente umana centrale nel processo. Questo richiede un’approfondita comprensione degli strumenti disponibili e un allenamento costante per trasformare l’innovazione in una competenza distintiva, portando vantaggi competitivi concreti. Per consultare la guida ai migliori tool digitali utili per cavalcare quest’onda e non rimanerne travolti vi invitiamo a visitare: www.kiiiai.it

Qual’è il ruolo di Migma in questo contesto? La missione di Migma è facilitare la comprensione e l’adozione di queste innovazioni nei flussi di lavoro aziendali, migliorando così l’efficienza e la competitività delle organizzazioni. Per implementare questa parte fondamentale, tutte le sigle del gruppo – Tembo, Timbro, Uryel e Editweb – si impegnano ogni giorno nel reperire le tecnologie migliori e nel formarsi ogni volta ne sia necessario, con il supporto dell’Innovation Lab, KIIAI, ultima azienda aggiunta.

Il gruppo risponde in modo dinamico alla complessità e alla velocità del mercato: attiva competenze verticali per affrontare progetti complessi e ambiziosi. Migma interviene su tutta la journey, creando nuove soluzioni che massimizzano il risultato e minimizzano le inefficienze.

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