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Giovanni Bedeschi

EDIZIONE
tema
INTERVISTATO
Giovanni
Bedeschi
RUOLO
Company Owner Director e Executive Producer
AZIENDA
Bedeschi Film
Intervista

Sono Giovanni Bedeschi, produttore e regista di Bedeschi Film, una casa di produzione nata nel 2002, che ha preso volontariamente il mio cognome, perché ai tempi non esisteva una casa di produzione fondata da un regista. Io decisi di fare questa operazione dopo aver fatto tanti anni di regia in Italia e anche all’estero. Proprio dall’estero ero chiamato da case di produzione che avevano il produttore che aveva cominciato come regista e poi era diventato produttore, per cui vedevo questo modo un po’ diverso di fare la casa di produzione rispetto all’Italia, per cui dopo un tot di anni decisi di aprire una casa di produzione con questo modulo più anglosassone.

Facendo oltre al regista il produttore, che è una professione che mi piace molto, trovo che queste tre parole raccolgano proprio la virtù del vero produttore perché prima deve ascoltare capire bene cosa vuole fare l’agenzia che ha scritto il soggetto, cosa si aspetta il cliente. Per cui bisogna combinare bene l’intuizione creativa dell’agenzia col desiderata della cliente e questo è l’ascolto.

L’intuizione è trovare l’idea di produzione: girarla in virtual, andarla a girare in mezzo alla giungla, cioè avere la vera intuizione di produzione che chiaramente si porta dietro sempre un rischio perché noi produttori rischiamo ogni volta. Anche se dobbiamo girare in un teatro, basta un’attrice o un attore che sia in cattiva giornata e la nostra giornata tranquilla prevista in teatro diventa un incubo. Per cui rischio c’è sempre, a parte il discorso degli attori non in giornata, in realtà ci sono mi ricordo che tante produzioni abbiamo fatto dove si è deciso di rischiare insieme. Chiaramente un rischio condiviso anche con il cliente per poi raggiungere un risultato che è stato sopra la media, per cui il rischio fa parte del nostro mestiere.

L’ascolto, per quanto mi riguarda come produttore, è proprio capir bene dove dobbiamo andare. È questo ce lo può spiegare solo la l’agenzia, il cliente. Poi chiaramente noi con la nostra intuizione condividiamo dove dal loro brief Noi vogliamo andare ad eseguire, come noi vogliamo andare ad eseguire il contenuto audiovisivo, e dopodiché questo diventa il gol finale.

L’augurio che posso fare alle nuove generazioni è di seguire sempre quello che gli dice il cuore e di non ascoltare la mamma o il papà: “No devi fare questo”. Perché è uno dei segreti della felicità. In modo che non ti guardi indietro e dire: “Ah perché non ho fatto così”. Ma qualsiasi cosa, dalla più semplice alla più elaborata. Ho avuto la fortuna di girare questa serie anche come regista con tutti attori di 15 anni, per cui per me è stato un aggiornamento incredibile sul linguaggio, sulle tendenze. Trovo che sia una generazione molto, molto interessante e sono curioso di vedere cosa combineranno nei prossimi anni.

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