Sono Max Galli. Aiuto persone, brand ed aziende a crescere e a comunicare meglio. Faccio questo mestiere, sono un creativo, e lo faccio da quasi 35 anni.
Intuizione rischio e ascolto. Massimo Campigli diceva: “Essere altrove è essere altrimenti”. Secondo me un creativo, chi fa il nostro mestiere, ha bisogno di buttare cose nella scatola, quindi l’intuizione in qualche modo va alimentata. Io ricordo che da noi in agenzia anni fa portai la possibilità di andare a musei, mostre e cinema gratuitamente perché ritenevo fosse un bellissimo momento per sviluppare la creatività e l’intuizione e questa cosa ha pagato.
Qual è il rischio? Il rischio è di non permettere alle persone che collaborano con noi di sbagliare ed è un rischio che in passato ci è stato concesso, a chiedere quelli della mia generazione, perché dagli sbagli si dice che si impari qualcosa e io ritengo di essere un grande professionista nel mio mestiere perché ho fatto tutti gli errori possibili in un determinato campo. Questa è la mia definizione di esperto. Consiglio di sbagliare, consiglio di non pensare al rischio. È chiaro che il rischio deve essere valutato, ma permettetevi di sbagliare.
Ascolto: questo forse riguarda un po’ più chi è ai vertici, la capacità e la possibilità di ascoltare tutte le persone, anche i giovani che entrano in agenzia e che hanno la possibilità e il dovere di dire qualcosa, anche in una riunione dove ci sono parecchie persone. Spesso chi ha la nostra esperienza tende a smorzare suggerimenti e idee se arrivano da ragazzi giovani. Questo è profondamente sbagliato a mio avviso, quindi apriamoci ai giovani, alle nuove leve e ascoltiamo, impariamo ad ascoltare e magari a parlare un po’ meno. Less is more.
La provocazione di oggi è: l’intelligenza artificiale ci serve? È una domanda che lascio aperta. Attenzione a non abusarne: l’intelligenza artificiale oggi per un creativo è un super potere. Il suggerimento è quello di non abusarne, altrimenti tutte le comunicazioni si allineeranno. Sei d’accordo?
Baricco diceva: “Finché hai una bella storia da raccontare non sei fottuto e se hai qualcuno che ti ascolta è ancora meglio”. Questa è la capacità, nonostante si viva in un momento in cui l’intelligenza artificiale prende il sopravvento sulla modalità di fare comunicazione, del ritorno alle origini, avere una storia da raccontare. Se si ha una bella storia, l’audience è in ascolto.