L’intuizione è una specie di colonna portante, perché non ci sono i manuali, questo non è un mestiere, ma è un lavoro che si contestualizza dove c’è la modernità, dove c’è sempre qualcosa che cambia le condizioni. Quindi, l’intuito del creativo è decisivo e spesso addirittura l’intuito dovrebbe essere accompagnato anche dall’ascolto del cliente, perché l’intuito dei creativi spesso permette di anticipare le ricerche di mercato, la predittività dei dati e tutte quelle menate che di solito diventano centrali nell’esprimere un giudizio e nel prendere delle decisioni.
Rischio l’ho lasciata volutamente in fondo perché poi alla fine, quando c’è intuizione e il cliente ascolta, di solito il cliente si prende anche dei rischi, che sono il sale di questo mestiere perché quando fai le cose da manuale perfette, incasellate, che rispettano tutte le tendenze, non si corrono rischi: infatti, si fa della comunicazione invisibile, come amo chiamarla io. Quando invece ci si prende dei rischi calcolati, dei rischi guidati dall’intuito, dei rischi creativi, dei rischi produttivi, ecco che poi le cose succedono e ci sono i salti, ci sono i grandi claim, ci sono le grandi campagne, ci sono le grandi marche che si sono prese un rischio quando conveniva prenderlo.