Raffaele Balducci
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Raffaele Balducci

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INTERVISTATO
Raffaele
Balducci
RUOLO
Direttore Creativo
AZIENDA
Armando Testa
Intervista

Intuizione, rischio, ascolto

L’intuito spesso è considerato come la capacità di prendere decisioni corrette in mancanza di informazioni sufficienti, facendo leva, consciamente o inconsciamente, sulle nostre esperienze precedenti. L’intuito attualmente è una delle qualità più richieste nella vita di tutti giorni. Il rielaborare informazioni inconsce ci permette di prendere decisioni migliori.

L’intuizione, quindi, è la capacità di percepire possibilità, significati e connessioni non immediatamente evidenti, guardando oltre, concentrando l’attenzione su idee, concetti e potenzialità future.

Come quest’attitudine può esserci utile nel campo lavorativo? è possibile dare a questa sensazione una spiegazione logica?

L’intuito è una connessione istantanea, rapida, a volte immediata. Ma alla base restano sempre le esperienze passate ed una buona dote di sensibilità. L’immediatezza è la sua forza. La superficialità può essere la sua debolezza.

Nel mondo del lavoro può fare la differenza. Senza un perché Incontra scetticismo da parte degli altri e l’intuizione resta sospesa come sensazione del tutto personale e quindi approssimazione che genera rischio.

In ambito creativo e di comunicazione è sicuramente una dote. Il nostro fondatore Armando Testa di intuito ne aveva tanto. Guardava avanti, sperimentava, ci credeva. La differenza sta nelle persone e nella loro curiosità di apprendere per poi riformulare anche grazie all’intuito. Può fare la differenza, a patto che l’intuizione venga poi avvalorata da ragioni strategiche, numeriche, casistiche.

Può essere l’intuizione di usare un linguaggio visivo diverso, neologismi che fanno presa sul pubblico e diventano tormentoni. Resto un fautore dell’intuito e faccio un lavoro che lo deve imporre. Il digitale resta un ottimo campo di sperimentazione, che sia un post, una storia o una campagna più articolata.

 

Il nostro intuito ci può aprire delle strade tanto interessanti quanto rischiose. D’altra parte, quando il rischio ha effetto positivo, allora diventa opportunità. Nella gestione dei nostri progetti spesso il rischio è un aspetto fondamentale ed inevitabile e si può trovare il coraggio di affrontarlo.

La parola stessa progetto, che utilizziamo in Comunicazione è un termine associato alla proiezione verso il futuro delle nostre idee.

Come mettere in atto efficacemente un piano d’azione in cui si affrontano e si contrastano i possibili elementi di rischio?

 

Dare libertà all’intuito e poi soppesare rischi vari ed eventuali è un aspetto della professionalità. I piani di azione per soppesare i rischi dipendono dagli ambiti lavorativi. Anche nella comunicazione esiste la matematica, ed i numeri dicono la loro. Esiste una strategia e dei parametri da tenere in considerazione. La fiducia non basta. L’intuito a mio avviso emerge subito nella prima fase del processo. Può succedere quando prendi un brief. Quando entri troppo nei dettagli e sei condizionato da troppe informazioni, richieste, analisi e dati, perdi freschezza e subentra inevitabilmente la logica. Il processo corretto è dare spazio all’intuito, ma poi misurare ed incrociare le potenzialità di rischio che devono essere ridotte al minimo. Intuito ed istinto sono forse parenti stretti?

 

Parlare di ascolto significa parlare di comunicazione. Dall’ascolto del brief all’ascolto dei colleghi, per individuare i trends e avvicinarsi all’innovazione. Oggi i brand stanno imparando ad ascoltare le persone, per condividere valori creati sui nostri desiderata, realizzando quanto sia importante il nostro consenso. Naturalmente l’innovazione ha molto aiutato questo processo, con l’analisi dei social media, e in generale dei comportamenti in rete, confermando le modalità e le motivazioni per cui si è attratti da un prodotto o interessati ad una marca.

In che modo possiamo accentuare il carattere propositivo dell’informazione, permettendo ai brand di conoscere meglio la propria audience, per intrattenere e informare sperimentando nuovi linguaggi e tecnologie?

 

I canali digitali hanno permesso di comunicare in maniera ampia, mirata e con la possibilità di monitorare. Un dialogo che prima non era possibile. Non ho competenze di ricerca audience, analisi. Per questo ci sono i colleghi esperti di Media Italia e le nostre ricerche. Il linguaggio nel digital è un territorio di sperimentazione interessante dove vale la pena usare l’intuito e provare. Tutto scorre rapidamente. Le immagini e i contenuti vengono assorbiti, commentati, passano via e si riparte per nuove proposte con una frequenza davvero impressionante.

Spesso la comunicazione non ha tempo di sedimentare e costruire come dovrebbe. Ma così è. Più lavoro, più divertimento, più intuito.

 

 

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