Il mio primo business? A 12 anni: raccoglievo la colletta dagli amici per comprare le VHS dei Simpson, guardarle in anteprima e poi passarle a loro. Imprenditore di prima generazione, probabilmente da sempre. Poi è arrivato il “lavoro sicuro”: posto fisso, stipendio garantito. Comodo? Sì, ma passavo più tempo a guardare fuori dalla finestra che dentro ai progetti. Così ho lasciato tutto e sono ripartito da fotografia, la mia vera passione. Una scelta azzardata che mi ha portato lontano, fino a fondare Simpol. the reactive agency: la mia agenzia di comunicazione, evoluzione naturale di anni di crescita e collaborazioni. Oggi scatto meno, ma la reattività, la voglia di spingere sempre oltre, quella non l’ho mai persa.
Classe millenovec… no, non si dice! Abbastanza grande da aver visto i classici Disney in VHS, ma non abbastanza da sapere come inviare un fax.
Scrivo, organizzo e sviluppo strategie. Non in quest’ordine e spesso tutto insieme.
In Simpol. the reactive agency ho trovato la mia dimensione: 33% copywriter, 33% project manager e 34% creative strategist (perché le percentuali periodiche non mi piacciono). Tre titoli lunghi per dire che ogni giorno cerco di far convivere creatività e organizzazione, reattività e metodo, visione e scadenze.
Questo premio? Un bel riconoscimento da esporre accanto al mio Funko Pop di Peggy Olson di Mad Men e al Dundie di The Office. Prometto che non lo userò per fare discorsi imbarazzanti alla Michael Scott.
Nato e cresciuto a Cuneo, “splendida città del Piemonte, col sole di fronte”. Tra palloni da calcio e film di fantascienza, un po’ di conservatorio e tantissimi manga, le mie passioni mi hanno insegnato a inseguire i miei sogni e a trovare il mio One Piece. Così ho lasciato l’ingegneria per abbracciare il videomaking e incontrare Simpol. the reactive agency, dove ogni giorno provo a trasformare le idee in immagini, a raccontare storie che lascino un segno – e a convincere i miei colleghi che l’oroscopo è solo un simpatico passatempo.
Salernitano, classe 1994, con il cuore a Mordor e il laptop sempre in zaino.
Dopo aver studiato e lavorato un po’ in giro per il mondo, sono atterrato a Torino dove ho trovato in Simpol. the reactive agency la mia dimensione creativa.
Sono videomaker, ma anche motion designer e appassionato di VFX: in pratica, cerco di trasformare idee in immagini che si muovono, esplodono o fluttuano.
Ogni progetto è per me un modo per raccontare storie visive, costruire mondi e, se possibile, lasciare un piccolo “wow” dietro ogni frame.
Anno 1999 e no, non è “praticamente 2000”. Cresciuto a pane, calcio e odio per il comic sans, in Simpol. the reactive agency ricopro il ruolo di content creator. Sviluppo grafiche e contenuti video per i brand come fosse un gioco da tavolo: pensi di essere sulla strada giusta fin quando qualcuno non gioca la carta imprevisto “una modifica al volo”. Vincere questo premio è sicuramente un orgoglio ma aspetto ad esultare: con il VAR non si sa mai!